Il vescovo di Recife ha pensato di dare un segno e ha scomunicato i medici e la madre, perché l'aborto è un'offesa al diritto alla vita. (Qui si trova la notizia pubblicata dal Corriere).
Ovviamente, della vita della bambina, del rischio a cui la si espone obbligandola ad una scelta che non è nemmeno in grado di comprendere, al vescovo non importa nulla. Così come l'inalienabilità della vita diventa un optional quando si passa a discutere dell'appoggio sostanziale che la chiesa fornisce ad ogni forza armata, con la presenza di cappellani militari embedded, che benediscono bandiere, armi, e ogni altro strumento evidentemente preposto a salvaguardare i diritti (o le pretese) di alcuni a discapito della vita di altri.
Potrebbe sembrare un'alzata di scudi estemporanea di un vescovo oltranzista. Ed invece no: il Vaticano appoggia la tesi, con uno sprezzo totale della pietà umana, della delicatezza nel considerare il singolo caso, come una tradizione bimillenaria della Carità dovrebbe aver insegnato.
Voglio però far notare una notizia che arriva dalla Francia, dove un presidente alquanto sopra le righe ha dimostrato come si possa efficacemente dare sostegno ad un settore ritenuto fondamentale per l'economia. Certo, qualcuno definirebbe comunista un'economia indirizzata dallo stato (mi è toccato di leggere anche questo negli ultimi giorni, scritto da parte di autorevoli ignoranti di cosa sia il pensiero liberale in economia), probabilmente Sarkozy lo è: invece di dare 1000, 1500 euro di sconto (sconto? si vedrà) a chi cambia l'auto, foraggiando così probabilmente gli autosaloni e, in misura minore, tutti i costruttori (e visto che 2/3 delle auto vendute in Italia non sono italiane, una percentuale simile se ne va a nutrire i costruttori esteri), ha stanziato 6 miliardi di euro di prestito in cinque anni ad un tasso ridotto per le case automobilistiche francesi, a patto che non licenzino nessuno, e non chiudano fabbriche.
Ora, forse non aiuta il mercato (ma lo aiutano gli incentivi? se dobbiamo guardare ai dati storici la questione non è certa), ma di sicuro consente che una delle maggiori strutture produttive della nazione non lasci a casa persone (e quindi pesi sugli ammortizzatori sociali) e soprattutto che abbia quel margine economico che consentirà loro, in un periodo di crisi, di potersi avvantaggiare sui concorrenti. Certo, aiuti di stato, ma a quanto pare ora non fanno più schifo a nessuno. Solo che i nostri governanti non se ne sono proprio accorti...
Ora, facendo due conti, Genchi avrebbe richiesto 3760 anagrafiche al giorno, Natale Pasqua e ferie compresi, per quattro anni. Anche ammettendo che le ottenesse su file, comunque doveva leggersele... lavorando 20 ore al giorno, sono 180 all'ora, tre al minuto. Tutti i giorni, sabati domeniche e feste compresi, per quattro anni, per 20 ore al giorno...
E' credibile tutto questo? Poi ci vengono a confondere questa operazione con le intercettazioni. Sfortunatamente, queste non sono intercettazioni, e tutta la manfrina che stanno montando non tocca questa attività. Genchi non ha ascoltato alcuna telefonata, semplicemente ha valutato la frequenza con la quale un telefono chiama un altro. E' interessante notare che questa scandalosa attività viene effettuata quotidianamente dal marketing delle aziende telefoniche per definire i piani tariffari, e proporre formule che statisticamente siano favorevoli alle compagnie telefoniche ma che possano offrire dei vantaggi a particolari classi di utenti.
Insomma, il terribile Genchi, che lavorava per la giustizia, non faceva nulla di diverso di quello che fanno gli uffici marketing delle aziende telefoniche, nonché le migliaia di società di telemarketing che dalle stesse aziende telefoniche ottengono estratti di anagrafica per effettuare chiamate di vendita (il più grande asset delle aziende di telemarketing è la ricchezza del database di nomi classificabili per età, professione, geografia). Ma nonostrante che ciò sia vietato dalla legge, l'attività prosegue tranquillamente. Alla giustizia, però, è vietato usare dati poco sensibili per le indagini.
Non c'è nulla da fare: è evidente una disinformazione sempre più becera e sguaiata, al limite dell'offesa all'intelligenza delle persone, pur di arrivare ad ottenere lo scopo. E' inutile girarci attorno: siamo in una dittatura strisciante, fatta non da un singolo, ma da un oligopolio nel quale la casta gioca un ruolo fondamentale. Ma, grazie al grande fratello, noi digeriamo qualunque cosa...
Terribile. Un vero attentato alla costituzione. Un signore qualunque, un consulente di un magistrato star, che viola la privacy di 350 000 cittadini. Ascoltati. Spiati.
Terribile.
Ma.. c'è qualcosa che non va... 350 000 sono un numero enorme. Due ricerche veloci, e si scopre che TIM è in grado di monitorare non più di 5 000 linee in contemporanea, in tutta Italia. E dietro a queste, ci vuole qualcuno che le ascolti le telefonate, fra le 50 e le 100 persone. I conti non tornano: messi assieme, i 4 provider faranno 10 - 15000 linee. Un monitoraggio dura mesi, quindi probabilmente non più di 100 000 utenze all'anno. Ci vogliono tre anni e mezzo di utilizzo a pieno regime di tutte le intercettazioni italiane (eh, sì, perché anche le procure intercettano, mica solo Genchi) per mettere insieme un archivio di questo tipo. Insomma, probabilmente il numero sparato dal premier non si riferisce alle intercettazioni, ma fa comodo far capire che questo signore, non si capisce in che modo, ha ascoltato le conversazioni di 350 000 persone.
Forse il numero di cui sopra si riferisce a tabulati. Questo potrebbe essere più plausibile, anche se rimane sempre un problema: a quale titolo un consulente può richiedere a Telecom un tabulato? Solo se è richiesto dall'autorità giudiziaria. Ma allora è approvato da un GIP. Non risulta un tal numero di intercettazioni o tabulati richiesti da tutte le procure italiane. Allora, come se le è procurate Genchi? Ha gole profonde in Telecom? Forse che la vecchia storia delle intercettazioni parallele di Telecom, che è stata frettolosamente insabbiata per salvare Tronchetti Provera, riserva ancora delle sorprese? Ma allora non bisognerebbe togliere di corsa la concessione telefonica a TIM?
C'è anche un'altra spiegazione, molto più banale, ma forse più fondata. Tutta la faccenda è una balla montata ad arte, per avere una cassa di risonanza per mandare avanti velocemente la legge che rende quasi impossibile le intercettazioni a fini di indagine. Non so voi, ma io non ho nulla di penalmente rilevabile da dire durante le mie conversazioni telefoniche: non capisco proprio perché mi dovrei preoccupare se qualcuno mi sta ad ascoltare (per inciso, so benissimo di essere stato intercettato...)
Il signore in questione occupa molto indegnamente la poltrona di presidente dell'associazione internazionale dei medici cattolici. In tale veste, il 4 di gennaio ha pubblicato sull'Osservatore Romano un articolo nel quale individua la causa dei problemi dell'inquinamento ormonale nell'uomo nella pillola anticoncezionale. Ora, io capisco e rispetto completamente la sua posizione morale di cattolico riguardo ai metodi anticoncezionali, anche se non la condivido. Quello che non posso assolutamente rispettare è sparare falsità abnormi per sostenere una posizione che è religiosa.
Lo "scienziato" comincia sostenendo la posizione che la pillola anticoncezionale ha funzionalità abortive, impedendo l'impianto. Come sa chiunque si informi, non è vero. Il funzionamento della pillola anticoncezionale è anovulatorio, non contro l'impianto, tant'è vero che le casistiche sono colme di gravidanze indesiderate ottenute con una sola dimenticanza di assunzione di pillola, evidente segno che la pillola non blocca l'impianto, ma l'ovulazione.
Ma andiamo avanti, anche se già questa semplice osservazione avrebbe dovuto far riflettere uno scienziato. Non contento, afferma che il rilascio degli ormoni assunti dalle donne e poi espulsi con le urine è uno dei fattori più importanti della infertilità maschile nell'occidente, essendo questi ormoni espulsi in tonnellate durante gli anni. E qui, superiamo alla velocità della luce la barriera del ridicolo. Facciamo due semplici calcoli. Prendiamo i dati di una delle pillole più diffuse, e presenti sul mercato da più di vent'anni (non quindi quelle a dosaggi ancora più ridotti): la minulet. Essa contiene 75 microgrammi di gestodene e 30 microgrammi di etinilestradiolo. 105 migrogrammi per pillola. Va assunta 21 giorni, e poi sospesa una settimana. Tre settimane su quattro, ossia 274 giorni all'anno, per un totale di 28,8 milligrammi per donna all'anno di ormoni. In Italia, due milioni di donne adottano la pillola, per un totale di 57,6 kg di ormoni assunti all'anno. Per fare una fantomatica tonnellata, servono vent'anni circa. Una tonnellata in vent'anni su tutto il territorio italiano!
Vogliamo provare a fare un'analisi quantitativa degli ormoni che sono liberati nell'ambiente tramite i vari fitofarmaci, pesticidi o mangimi per l'allevamento animale? Non stiamo forse parlando di ordini di grandezza incomparabili? Ma non finisce qui: le donne, spontaneamente, producono questi ormoni, in quantità superiori. Dobbiamo quindi supporre che le donne, da sempre, inquinano la natura e rendono sterili gli uomini?
Ancora una volta, il silenzio dei mass media su questa boiata è assordante. Ma come si fa a non commentare delle cazzate di questo genere? E come possono i medici cattolici sopportare di essere rappresentanti da un asino ragliante di questa risma?
Oggi, ancora e sempre più incurante del ridicolo, alla festa della neve di FI (ma questi solo alle feste riescono a pensare? è appena passata la befana e già sono impegnatissimi in un'altra festa?) Brunetta se ne è uscito con questa dichiarazione: "Se uno ora fa il professore, il burocrate, l’impiegato al catasto, si vergogna". Ora, a parte che sarebbe bello sentire da un membro della casta che si dovrebbero vergognare coloro che rubano, che frodano le tasse, che fregano la povera gente, che propongono agli incompetenti di passare al mutuo a tasso fisso quando i tassi sono al massimo, ecc., ma Brunetta, evidentemente ebbro, si è dimenticato di essere, lui stesso, professore, burocrate e, in sovrannumero, membro della casta, e quindi di fuggire, rosso di vergogna, correndo sotto i tavoli.
Un'idiozia sesquipedalia, ovviamente passata sotto silenzio da parte dei mass media, che si limitano a riportare la notizia senza commentarla. Ma forse hanno ragione: l'unico commento possibile è una pernacchia.
“……Voglio dirti una cosa.
Ascoltami.
Ora tu stai compiendo un viaggio.
Ci viene detto che quando Giacobbe intraprese il viaggio da Beersheba a Haran, si fermò in un certo luogo e fece un sogno.
Che cosa sognò?
Dal terreno si innalzava una scala la cui cima giungeva in cielo, e gli angeli di Dio salivano e scendevano.
Alcuni salivano dalla terra al cielo, altri scendevano dal cielo alla terra.
Il grande Ephraim di Sudlikov disse una volta che il sogno ci insegna questo.
Un uomo non rimane mai allo stesso livello.
Scende e sale continuamente.
Quando giunge in vetta, deve preoccuparsi del fatto che potrebbe cadere.
Quando arriva in fondo, deve sforzarsi nuovamente di salire in vetta.
Questa è la natura dell’uomo.
Quando l’anima di un uomo si trova nella notte più nera, deve costantemente cercare nuova luce.
Quando si pensa che ci sia solo la fine, proprio allora bisogna lottare per un nuovo inizio.
Questo è vero non solo per l’individuo ma anche per la comunità.
Ti auguro un buon viaggio su per la scala.
Mi capisci?......”
(da Il dono di Asher Lev di Chaim Potok ed. Garzanti)
BUON ANNO A TUTTI ! ! !
Per favore, intercettatelo!








